Informazioni

Alessandra Pagliuca nasce nel 1988 a Chivasso, in provincia di Torino e si trasferisce nel 2017 a Lucca per poi spostarsi a Viareggio, città dove attualmente vive e lavora. Si diploma in un liceo scientifico con indirizzo artistico e decide poi di dedicarsi a tempo pieno alla pittura e alla sperimentazione artistica da autodidatta.
Il suo “debutto” avviene nel 2012, quando espone la sua collezione personale di opere improntate sulla ricerca iperrealistica e sullo studio dei volti e delle espressioni umane.
Ha esposto in diverse locations e gallerie sia in Italia che all’estero e partecipato a diversi concorsi che l’hanno vista finalista in più occasioni e persino vincitrice nel premio indetto da Elio Fiorucci nel 2014.

Il suo operato si basa, oltre che sulle mostre personali, anche sulla realizzazione di opere su commissione per clienti privati ed enti pubblici.

Tra i suoi clienti si annoverano anche la Volvo Trucks e la Renault Trucks Italia, per cui ha realizzato una serie di decorazioni murali presso la sede italiana in provincia di Bergamo.

Nel 2015 Alessandra inaugura la sua galleria d’arte a Chivasso, “ARTEMISIA CONTEMPORARY”, il cui scopo non è tanto quello di vendere opere d’arte, bensì di promuovere l’arte stessa, avvicinando committenti e artisti e creando una community e un punto d’incontro creativo nel panorama piemontese.

“Artemisia Contemporary” diventa poi il suo atelier a Viareggio, e dopo poco tempo si trasforma in TAMBÚCA casa dell’Arte, associazione culturale in partnership con l’artista Elisa Tamburrini, e votata alla promozione artistica sul territorio nazionale ed internazionale.

“Sono sempre stata ossessionata dai volti e dalle espressioni umane. La mia ricerca inizialmente è cominciata con uno stile iperrealistico, per capire quanto certe tecniche potessero esprimere i moti dell’anima. In un secondo tempo, però, ho realizzato che questo non era abbastanza per raccontare una vera e propria storia. Così nacque l’idea di accompagnare i dipinti con “prove scritte”. Ho aggiunto alle opere pagine dei miei romanzi preferiti, quotidiani, lettere, bollette, e tutto ciò che potesse accrescere i dettagli della storia che volevo raccontare. 
Sono sempre stata un’artista iperrealistica e spesso ho tentato di “rompere” i canoni classici e volgermi verso qualcosa di più concettuale. Ma sono arrivata alla conclusione che il modo migliore per incanalare le mie idee, le mie passioni o una parte dei miei pensieri, fosse proprio attraverso l’attenzione per i dettagli. 
Per questo la mia produzione è tanto diversificata.
Quando mi allontano dal perfezionismo, passa poco tempo prima che io lo rimpianga. Perciò l’unico modo di continuare a fare ciò che amo, e farlo a modo mio. E il modo che preferisco è un mix tra l’iperrealismo e l’arte concettuale, alternando dipinti classici con le pagine dei miei libri preferiti, senza mai sottrarmi del piacere di dipingere qualunque cosa mi colpisca.”

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